Studio a cura del CERIS-CNR – Istituto di Ricerca sull’Impresa e lo Sviluppo, Consiglio Nazionale delle Ricerche – Ramponi Arti Grafiche, Sondrio
INDICE

 

Introduzione >> 7
CAPITOLO I
Le infrastrutture per il trasferimento tecnologico come strumento della politica di sviluppo locale
1. Introduzione >> 9
2. Infrastrutture tecnologiche e sviluppo locale: quale rapporto? >> 10
3. Le attività gestite dall’infrastruttura tecnologica >> 12
4. Una classificazione delle infrastrutture tecnologiche >> 14
CAPITOLO II
Le infrastrutture di trasferimento tecnologico in Europa: analisi dei casi di successo
1. Introduzione >> 17
2. Provence-Alpes-Cote d’Azur – Sophia Antipolis >> 17
3. Grenoble – Inovallée Zirst di Meylan >> 20
4. Cambridge >> 22
5. Trieste – Area Science Park >> 27
6. Fattori critici del successo di queste iniziative >> 30
CAPITOLO III
Le politiche pubbliche a favore della creazione delle infrastrutture di trasferimento tecnologico in Europa
1. Le politiche infrastrutturali per l’innovazione >> 31
2. Francia >> 32
3. Gran Bretagna >> 38
    3.1 Fonti di finanziamento e principali caratteristiche dei
parchi inglesi
>> 41
    3.2 Valutazioni sull’operato dei parchi inglesi >> 46
4. Germania >> 49
5. Spagna >> 51
    5.1 Le infrastrutture di supporto all’innovazione tecnologica e
le politiche di sostegno
>> 51
    5.2 Le fondazioni Università-Impresa >> 51
    5.3 Gli uffici per il trasferimento dei risultati della ricerca
(OTT/OTRI)
>> 52
    5.4 I centri tecnologici (CTs) e i centri di innovazione e
tecnologia (CIT)
>> 54
    5.5 I parchi tecnologici >> 55
    5.6 I CEEI (Centros Europeos de Empresas de Innovación) >> 56
    5.7 Raggruppamenti in rete >> 57
    5.8 Incentivi nazionali per il trasferimento tecnologico in
Spagna
>> 58
6. Italia >> 60
    6.1 I distretti tecnologici >> 61
    6.2 Gli incubatori di imprese >> 63
    6.3 I parchi scientifici e tecnologici >> 66
    6.4 I poli tecnologici >> 67
    6.5 I centri europei per l’innovazione >> 68
    6.6 I centri di competenza tecnologica >> 69
CAPITOLO IV
Le infrastrutture di trasferimento tecnologico in Europa: i modelli di riferimento per la Valtellina
1. Metz 2000 Technopole: da vent’anni nel settore informatica-
telecomunicazioni
>> 71
2. Savoie Technolac: un caso di programmazione pubblica dello
sviluppo locale
>> 72
3. Ostrobotnia meridionale: l’innovazione in una regione
periferica della Finlandia
>> 73
4. La soluzione svizzera delle reti >> 74
    4.1 Area del Vallese – Il progetto The Ark >> 75
    4.2 Il Tecnopolo del Ticino >> 76
5. Kilometro Rosso: un modello di polo tecnologico a capitale
privato
>> 76
    5.1 La storia e la crescita di Kilometro Rosso >> 77
    5.2 Situazione attuale e prospettive di sviluppo >> 78
6. Tecnoparco di Verbania: area montana, di confine, senza
università
>> 80
7. Torino Wireless: una fondazione per essere flessibili >> 82
8. Il Consorzio per il Distretto Tecnologico del Canavese:
un’area abbandonata dalla grande impresa
>> 85
9. Il Bioindustry: un raro esempio di parco monotematico >> 87
10. Il polo scientifico e tecnologico di Navacchio: al servizio di un
territorio high-tech
>> 90
11. Catania, la più famosa area high-tech dell’Italia Meridionale >> 93
12. Alcune considerazioni conclusive >> 95
CAPITOLO V
Un modello di polo tecnologico in Valtellina
1. Introduzione >> 97
2. Determinanti della nascita delle infrastrutture tecnologiche >> 97
3. Le difficoltà di crescita nelle esperienze citate >> 100
4. Gli insegnamenti da trarre dalle esperienze citate >> 101
5. Il modello proposto per la realizzazione del Polo Tecnologico
in Valtellina
>> 103
Appendice: Una proposta organizzativa >> 108
Bibliografia >> 112
INTRODUZIONE
Come molte aree del Nord-Italia, anche la Valtellina è al centro di un profondo processo di ristrutturazione e di riorganizzazione dell’apparato produttivo, tanto nella sua componente manifatturiera, quanto in quelle del terziario o dell’agricoltura. Il miglioramento della competitività del sistema economico valtellinese può essere perseguito attraverso la diffusione dell’innovazione tra gli operatori economici locali. Tale diffusione è favorita dall’intervento pubblico che incentiva le normali forze di mercato a percorrere la strada virtuosa dell’innovazione. La creazione di un’infrastruttura per il trasferimento tecnologico, definita “Polo tecnologico della Valtellina”, rappresenta pertanto una concreta iniziativa di sviluppo locale che può rafforzare le probabilità di successo del sistema economico valtellinese nel mediolungo periodo.
In un tale contesto il Ceris-Cnr su incarico della Società Economica Valtellinese cercherà di proporre un modello di riferimento per il nascente “Polo tecnologico”. L’attività del Ceris si è pertanto indirizzata verso l’analisi di altre esperienze in Italia e Europa per cercare di tarre insegnamenti sia dai successi altrui, sia soprattutto dagli errori. Il risultato ottenuto è una descrizione non operativa delle caratteristiche che il futuro Polo tecnologico potrà avere, al fine di massimizzarne l’efficienza gestionale e l’efficacia della ricaduta economica sul territorio locale. Il contributo che qui si presenta descrive i risultati dello studio del Ceris e risulta così strutturato.
Nel primo capitolo si analizza la letteratura economica, sia quella teorica che giustifica l’intervento pubblico tramite la creazione di infrastrutture tecnologiche, sia quella empirica che classificando le singole tipologie di infrastrutture (distinguendo, per esempio, tra Parchi scientifici e tecnologici e centri per il trasferimento tecnologico) specifica maggiormente le modalità dell’intervento pubblico. Il capitolo successivo è invece focalizzato sulla descrizione dei modelli vincenti di infrastruttura tecnologica, individuando il vantaggio competitivo raggiunto da alcune esperienze europee molto rappresentative dei modelli teorici precedentemente esaminati: si descrivono i casi di Grenoble, Sophia Antipolis, Cambridge e Trieste.
Poichè la modalità dell’intervento pubblico nel creare “infrastrutture tecnologiche” è quantomai varia, nel capitolo 3 si esaminano le politiche pubbliche che i principali paesi europei hanno messo in atto a tale proposito. L’analisi comparativa tra le agevolazioni legislative approvate in Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna rappresenta un utile benchmark per il caso italiano, sviluppato anch’esso in tale capitolo.
Il quarto capitolo entra nel dettaglio della problematica sul modello a cui l’area della Valtellina potrebbe tendere. Il particolare contesto economico, sociale, geografico e infrastrutturale presente in Valtellina ci induce ad effettuare un confronto con realtà di minore visibilità internazionale, ma non per questo meno utili per il territorio locale in cui sono inserite. Per tale motivo, si descrivono le luci e le ombre presenti in alcune infrastrutture tecnologiche appositamente selezionate all’interno delle centinaia di casi presenti in Europa e Italia. Le esperienze con cui confrontare il futuro del polo tecnologico della Valtellina sono pertanto le seguenti: Ostrobotnia (Finlandia), Savoie Technolac e Metz 2000 (Francia), Navacchio (Pisa), Tecnoparco (Verbania), EtnaValley (Catania), KM Rosso (Bergamo), Torino Wireless, Bioindustry Park e Distretto Tecnologico Canavese (Ivrea).
Infine, nel capitolo conclusivo si tenterà di raccogliere i frutti delle comparazioni effettuate in precedenza, sia sottolineando le determinanti del successo dei casi con maggiore visibilità internazionale, sia evidenziando “quanto di buono” si può raccogliere dalle esperienze “minori” europee e nazionali. Nel capitolo non si fornisce un elenco di “best practice”, indicando con esso i migliori approcci seguiti a livello europeo o nazionale, quanto una proposta di definizione e di strategia di crescita del Polo tecnologico della Valtellina che eviti gli errori già commessi nelle altrui esperienze e imiti invece le scelte positive che ne hanno garantito il successo.

Scarica la copia integrale dello Studio del CERIS-CNR di Torino – UnModelloDiPoloTecnologicoInValtellina (PDF, 671,40 Kb)

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